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Autismo adulti: come comportarsi?

Autismo negli adulti: come comportarsi

Del disturbo dello spettro autistico si conosce ancora poco. Sappiamo però che questa è una condizione permanente ed esistono diversi range di espressione che dipendono da diverse condizioni e che portano quindi a diverse evoluzioni.

Talvolta capita che il disturbo dello sviluppo venga diagnosticato tardivamente. A volte, infatti, ci possono essere state difficoltà o ritardi nella fase della diagnosi oppure i sintomi dell’autismo diventano evidenti durante la crescita, quando le richieste sociali aumentano.

Questo può capitare per esempio con quella che un tempo era chiamata “Sindrome di Asperger”, oggi definito Disturbo dello spettro autistico di livello 1.

Oggi si parla di “spettro autistico” per indicare la tipologia di disturbo caratterizzata da vari livelli di difficoltà nella comunicazione sociale e nella presenza di comportamenti ristretti e ripetitivi. Questi vari livelli di difficoltà determinano il tipo di supporto di cui la persona ha bisogno.

L’ultimo Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) risalente al 2014 ha inserito la Sindrome di Asperger all’interno dei Disturbi dello Spettro Autistico.

La sindrome di Asperger ha perso la sua “specificità” all’interno del DSM-5, però può essere comunque utile tenere a mente le sue particolari caratteristiche.

Cos’è la Sindrome di Asperger

All’interno dei disturbi dello Spettro Autistico è forse la Sindrome di Asperger quella che è più frequentemente non diagnosticata o misdiagnosticata, ovvero scambiata per altri disturbi, come fobia sociale o disturbo evitante di personalità.

Inoltre per alcune persone non è proprio coretto parlare di “sindrome” o “disturbo”, ma di un funzionamento mentale diverso, ad esempio caratterizzato da una sensibilità sensoriale (es. fastidio nel tatto) o di una peculiare modalità di codifica dell’informazione (es. attenzione ai dettagli) diverse rispetto alle persone “neurotipiche”.

I fattori caratterizzanti le persone con sindrome di “Asperger” rispetto alle altre forme di autismo sono poche, ma anche queste sono indicatori determinanti per l’intervento psicoterapeutico. Queste sono:

  • Goffaggine motoria, ovvero questi ragazzi o adulti possono essere scoordinati o avere poco equilibrio. Ad esempio possono emergere difficoltà nel giocare con la palla, nell’allacciarsi le scarpe o nello scrivere in modo leggibile.
  • Interessi speciali che assorbono questi ragazzi fin dall’infanzia e possono occupare loro molto tempo. Questi interessi possono essere inoltre molto inusuali! Gli interessi speciali possono cambiare nel corso degli anni e possono rappresentare un modo per abbattere lo stress e favorire le amicizie.
  • Il linguaggio è buono e formalmente corretto, ma il ritmo o il tono possono essere particolari o possono venir utilizzate molte parole iperformali oppure il contenuto della conversazione può essere logorroico quando si toccano i temi di interesse oppure la conversazione può mancare di reciprocità. E’ possibile inoltre un’interpretazione letterale di ciò che viene detto, con la conseguente difficoltà a capire modi di dire e/o metafore.
  • Il quoziente intellettivo nella norma, anche se è presente un profilo disarmonico delle abilità.
  • Vissuti di solitudine ed inadeguatezza possono caratterizzare queste persone soprattutto in adolescenza e possono rappresentare dei fattori di rischio per l’emergere di disturbi di ansia e di depressione.

Tutto ciò si somma alle caratteristiche tipiche dello spettro autistico, tra cui la difficoltà di socializzazione dovute alla non comprensione del comportamento affettivo e sociale e l’aderenza a routine.

Tra stereotipi e casi reali

L’immaginario delle culture occidentali non aiuta a cancellare gli stereotipi pesanti ed impropri che vedono le persone all’interno dello spettro come cieche ai sentimenti e all’interno di una condizione immodificabile. Inoltre l’autismo non è una condizione che riguarda solo i bambini, ma questa “neurotipicità” è una condizione permanente che coinvolge anche gli adolescenti e gli adulti che concepisce l’autismo come un disturbo che riguarda solo i bambini.

Attraverso i giusti interventi è possibile incidere positivamente sulla qualità di vita della persona, ad esempio attraverso l’acquisizione di abilità specifiche o una buona organizzazione della vita quotidiana. Scoprire i talenti di queste persone può essere una grande risorsa per la loro vita.

Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta rappresenta una fase di vita molto delicata e di cambiamento che sancisce la fine della scuola e l’inserimento nel mondo “adulto” (es ricerca di un’occupazione lavorativa). In questa fase è molto importante continuare con i percorsi abilitativi, riabilitativi e di sostegno (per consolidare le abilità acquisite, favorire l’autonomia e per non far cadere tutto il peso e la responsabilità sulla famiglia.

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