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A che età si scopre l’autismo?

Il disturbo dello spettro autistico ha trovato la sua definizione da qualche decennio e la sua diagnosi è tuttora difficoltosa per via delle sue numerose sfaccettature.

La scoperta di tale disturbo potrebbe essere rallentata da vari fattori, quali: l’assenza di una guida esperta, la paura e i timori della famiglia e la difficoltà nel trovare dei professionisti esperti.

Ma vediamo insieme a che età si scopre l’autismo e come bisogna comportarsi.

Diagnosi

Essendo il disturbo dello spettro autistico di un disordine del neurosviluppo esso si evolve e si manifesta con caratteristiche diverse lungo tutto il corso della vita di una persona. I sintomi sono presenti a partire dal primo sviluppo, ma possono manifestarsi in seguito con l’aumento delle richieste sociali.

Col presentarsi di alcuni sintomi tipici del disturbo dello spettro autistico, i genitori si devono rivolgere ad un professionista che, in una prima fase, cercherà di comprendere se i sospetti dei genitori siano fondati oppure se i comportamenti facciano parte di variazioni dello sviluppo nell’ambito della normalità.

Se i sospetti dei genitori o di altre figure importanti per i bambini si rivelassero fondati, si passerà al processo di diagnosi vero e proprio.

È di fondamentale importanza raggiungere una diagnosi, poiché, in questo modo si potrà intervenire precocemente e in modo mirato, potendo così sostenere lo sviluppo del bambino.

Perciò è importante che i genitori imparino a riconoscere i segnali così da poter cercare il sostegno di uno psicologo.

Ma qual è la causa di questo disturbo? Purtroppo non è ancora possibile rispondere in modo esaustivo a questa domanda. Allo stato attuale è più sensato fare riferimento ad una molteplicità di cause.

Si ipotizza che nello sviluppo siano coinvolti fattori genetici e ambientali. Non ci sono evidenze che mettono in risalto il ruolo delle esperienze sociali o delle modalità educative nella comparsa di questo disturbo.

Fattori genetici

Le ricerche indicano che i geni coinvolti nei disturbi dello spettro autistico sono molti, in particolare geni ereditari e mutazioni del DNA. La ricerca scientifica attuale sta cercando di identificare con precisione i geni responsabili.

Le prove maggiori sull’ereditarietà dell’autismo derivano dagli studi sui gemelli. Si è visto che i gemelli identici (ossia i gemelli che condividono completamente il patrimonio genetico) hanno più probabilità di essere entrambi affetti da autismo rispetto a gemelli fraterni (gemelli che condividono una percentuale minore di patrimonio genetico). Inoltre, un fratello o una sorella di una persona affetta da autismo ha un rischio superiore di sviluppare lo stesso disturbo.

Tuttavia, pur sembrando una causa diretta dell’autismo, l’interazione tra più geni porta a una predisposizione all’autismo senza esserne causa diretta.

Fattori ambientali

La genetica dunque non spiega completamente l’origine dell’autismo. Per questo gli scienziati sono alla ricerca di altre cause, ad esempio quelle ambientali. L’ipotesi è che durante la gravidanza madre e feto possano essere stati esposti ad un’infezione o ad altre situazioni dannose per lo sviluppo cerebrale del bambino.

Qualsiasi condizione che interferisca con lo sviluppo del cervello può avere teoricamente effetti a lungo termine sulle funzioni sensoriali, linguistiche, sociali e mentali di un bambino.

Secondo alcuni ricercatori l’esposizione a fattori quali inquinamento atmosferico, pesticidi, metalli pesanti, farmaci o agenti tossici può rappresentare un fattore di rischio per la comparsa dell’autismo. Queste ipotesi sono tutt’oggi oggetto di ricerca da parte degli scienziati.

Nessun fattore ambientale è sufficiente a provocare l’autismo, ma questi fattori possono essere eventi scatenanti o concorrenti.

Altri fattori

Oltre alle cause specifiche ci sono diversi fattori di rischio che sono ormai considerati determinanti nella incidenza dei casi di autismo.

Si è notato inoltre che il numero dei casi di autismo nei bambini è in crescita e questo disturbo si presenta in egual frequenza in tutte le etnie e classi sociali

Cosa fare in caso di esito positivo

Per determinare se il vostro bambino presenta un disturbo dello spettro dell’autismo o un altro disturbo evolutivo, i clinici fanno riferimento al modo in cui egli si comporta, comunica e interagisce con le altre persone.

In base al livello di compromissione del bambino o del ragazzo è necessario un approccio di intervento differente. Per determinare quale sia quello più appropriato è fondamentale rivolgersi ad uno specialista della professione che abbia fatto esperienza sul campo con la pratica.

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